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ULIVI, MAXI-MULTA ALLA REGIONE PUGLIA

Rischia di pagare una maxi-multa fra 18mila e 540mila euro la Regione Puglia, per un’inadempienza nella lotta alla Xylella, il batterio-killer che ha distrutto milioni di ulivi in gran parte secolari, soprattutto nel Salento. A tanto potrebbe ammontare complessivamente la sanzione per 18 alberi infetti, da mille a 30mila euro a pianta, che – secondo la Commissione europea – avrebbero dovuto essere abbattuti nella campagna di Ostuni, in provincia di Brindisi. E l’aspetto più paradossale è che si tratterebbe di un’autosanzione perché, se verrà confermata, l’ente presieduto dal governatore Michele Emiliano dovrebbe infliggerla a se stesso.

Il contenzioso parte da una delibera del 2018 (n.1980) che ha affidato all’Arif, l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali, il monitoraggio sulle operazioni di trattamento fitosanitario ed estirpazione. Nell’ambito di una procedura d’infrazione aperta già nel 2015, il 5 settembre scorso l’Ue ha condannato l’Italia per non aver messo in atto le procedure per il contenimento e il contrasto alla diffusione del batterio. Ma la Regione Puglia, guidata da un ex magistrato come Emiliano, si mostra ottimista sull’esito del procedimento amministrativo e prevede che con tutta probabilità l’Arif non sarà costretta a sborsare neppure un euro.

E’ certo, comunque, che l’epidemia di Xylella ha danneggiato gravemente l’agricoltura e la produzione di olio d’oliva, stravolgendo il paesaggio e compromettendo anche il turismo. Sta di fatto che sono stati rimpiantate con grave ritardo, e al momento soltanto per circa trecento ettari, le specie di Leccino e Favolosa resistenti al batterio. E pensare che in Puglia si contano 60 milioni di ulivi, in media 15 per ogni abitante, almeno cinque milioni dei quali sono considerati monumentali.

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