“Intesa Sanpaolo è la prima banca in Europa per market cap”: l’ha dichiarato Carlo Messina, consigliere delegato e Ceo della Banca, in un’intervista al canale televisivo americano Cnbc, specializzato in notizie economiche. La capitalizzazione di mercato si riferisce al valore totale in dollari delle azioni in circolazione di una società quotata in Borsa. Questa, per Intesa Sanpaolo, ha superato di recente i 72,5 miliardi.

A giudizio di Messina, “l’attuale valore di mercato di Intesa Sanpaolo, superiore a quello di altri istituti di credito della zona euro, indica che gli investitori sono rassicurati dalla sua strategia e dalla mancanza di operazioni di fusione o acquisizione. Intesa genererà valore per gli azionisti internamente, attraverso investimenti in tecnologia”. Lo stesso CEO ha poi sottolineato: “Paghiamo il settanta per cento in termini di dividendo in contanti. Siamo un caso unico in Europa per la distribuzione di dividendi in contanti”.
A una domanda dell’intervistatore sull’operazione Unicredit e Commerzbank, Messina ha così risposto: “Se si ha una banca tedesca, si può fare un’operazione in Germania e si può creare valore per gli azionisti, ma non è tipicamente un’operazione transfrontaliera”. E poi ha aggiunto: “Si tratta più di un’operazione interna che può creare sinergia in Germania. E quindi è più simile all’operazione Ubi che abbiamo fatto in passato perché si può creare sinergia attraverso la fusione di due entità”.
Intesa Sanpaolo ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un utile netto di 7,2 miliardi di euro al 30 settembre scorso, previsto a 8,5 per l’intero anno e a 9 per il 2025 (nella foto in alto, la sede della Banca a Milano illuminata con il tricolore). Questo positivo andamento economico e patrimoniale s’è tradotto in una significativa creazione di valore, fondata anche sul forte impegno ESG (Environmental, Social, Governance) del Gruppo, per tutti gli stakeholder e non solo per gli azionisti. In particolare: 4,6 miliardi di imposte generate; espansione del programma cibo e riparo per le persone in difficoltà; rafforzamento delle iniziative per contrastare le disuguaglianze e favorire l’inclusione finanziaria, sociale, educativa e culturale; contributo di circa 1,5 miliardi nel periodo 2023-2027 per far fronte ai bisogni sociali.
La Banca conferma così il suo ruolo di “acceleratore della crescita dell’economia reale in Italia”: circa 30 miliardi di nuovo credito a medio e lungo termine a famiglie e imprese nei primi nove mesi dell’anno; circa 2250 aziende riportate in bonis nello stesso periodo e circa 143mila negli ultimi dieci anni, preservando rispettivamente oltre 11mila e oltre 715mila posti di lavoro.
“Con questi risultati – dichiara Messina – abbiamo appena concluso il nostro miglior terzo trimestre di sempre. Le attività finanziarie della clientela hanno raggiunto 1.400 miliardi di euro, in crescita di 135 su base annua e di 25 nei primi nove mesi”. Il CEO sottolinea inoltre la trasformazione tecnologica della Banca e il ricambio generazionale: nei prossimi tre anni, sono previste 9mila uscite con un risparmio di circa 500 milioni. E annuncia che nella Banca dei Territori verranno assunti 1.500 Global Advisor, fino ad arrivare a un totale di 2.500.